Quando e Perché Cambiare Hosting
La migrazione a un nuovo hosting è una decisione che spesso si rimanda per paura dei rischi tecnici. In realtà, con una pianificazione adeguata, è possibile trasferire qualsiasi sito web su un nuovo provider senza che i visitatori percepiscano alcuna interruzione. I motivi più comuni per cambiare hosting sono: performance insufficienti (server lento, TTFB alto), downtime frequenti, prezzi che aumentano sensibilmente al rinnovo, supporto tecnico di scarsa qualità o necessità di maggiori risorse per gestire la crescita del sito.
Il principio fondamentale per una migrazione senza downtime è semplice: preparare il nuovo ambiente mentre il vecchio sito è ancora online e funzionante, testarlo completamente su un URL temporaneo, e poi eseguire lo switch del DNS solo quando tutto è verificato e perfetto. In questo modo il sito rimane accessibile agli utenti per tutta la durata del processo, e il cambiamento diventa invisibile.
⚠️ Non disdire il vecchio hosting prima di aver completato la migrazione e verificato il corretto funzionamento del nuovo sito. Mantieni entrambi gli account attivi per almeno una settimana dopo la migrazione.
Fase 1: Preparazione Pre-Migrazione
Prima di toccare qualsiasi file, esegui queste operazioni preparatorie. Esegui un backup completo del sito attuale (file + database) e salvalo in un luogo sicuro esterno all’hosting, come Google Drive o Dropbox. Annota le configurazioni attuali: versione PHP, versione MySQL, eventuali moduli Apache/Nginx attivi, indirizzi email configurati e relativi record DNS (MX, SPF, DKIM).
Una mossa spesso trascurata ma fondamentale: abbassa il TTL (Time To Live) del tuo dominio a 300 secondi (5 minuti) almeno 24-48 ore prima di pianificare la migrazione. Il TTL determina quanto a lungo i server DNS in tutto il mondo memorizzano nella cache il puntamento del tuo dominio. Con un TTL basso, quando esegui il cambio DNS, la propagazione avviene in pochi minuti invece che in ore. Per farlo, accedi al pannello di gestione DNS del tuo registrar e modifica il TTL del record A del dominio.
Scegli il momento della migrazione con attenzione: pianifica lo switch DNS nelle ore di minor traffico, solitamente la notte tra domenica e lunedì o nelle prime ore del mattino di un giorno feriale. Controlla i dati Analytics del tuo sito per identificare le fasce orarie con meno visitatori.
Fase 2: Configurazione del Nuovo Hosting
Attiva il nuovo account di hosting e completa la configurazione iniziale senza ancora trasferire il dominio. Il nuovo provider ti fornirà un indirizzo IP del server o un URL temporaneo (es. temporarysubdomain.provider.com) che userai per accedere al nuovo ambiente durante la migrazione. Crea il database MySQL nel pannello di controllo del nuovo hosting (cPanel, Plesk o pannello proprietario) e annota le credenziali: hostname, nome database, utente e password.
Configura la versione PHP del nuovo hosting per corrispondere a quella del sito attuale, o scegli la versione supportata più recente compatibile con i tuoi plugin. Questa è anche l’occasione per aggiornarsi a PHP 8.2 se il sito lo supporta: PHP 8.2 è notevolmente più veloce di PHP 7.4 e 8.0.
Fase 3: Trasferimento dei File e del Database
Esistono due approcci principali per trasferire il sito: tramite plugin (più semplice, raccomandato per siti fino a 1-2GB) o manualmente via FTP e phpMyAdmin (più controllo, necessario per siti grandi o configurazioni particolari).
Metodo A: Migrazione con Plugin (Consigliato per WordPress)
Per siti WordPress, il plugin Duplicator è lo strumento più completo e affidabile. Installa e attiva Duplicator sul sito attuale dal repository WordPress. Vai su Duplicator → Backups e crea un nuovo pacchetto: il plugin genera un archivio ZIP del sito completo (file + database) e un file installer.php. Scarica entrambi i file sul tuo computer.
Sul nuovo hosting, carica questi due file nella directory principale (public_html o www) tramite FTP o File Manager. Accedi poi a http://tuodominio.com/installer.php usando l’IP temporaneo del nuovo server (modificando il file hosts del tuo PC per puntare il dominio al nuovo IP — istruzione disponibile sulla documentazione del provider). Segui la procedura guidata del wizard Duplicator: inserisci le credenziali del nuovo database, esegui il test di verifica e completa l’installazione. Alla fine, il sito sarà identico al vecchio su tutti i file e contenuti.
In alternativa a Duplicator, All-in-One WP Migration è un’ottima scelta per siti più piccoli: l’interfaccia è ancora più semplice e l’export/import avviene con pochissimi click. La versione gratuita ha un limite di dimensione del file di importazione (512MB di default, aumentabile modificando php.ini), mentre la versione Pro non ha limiti.
Metodo B: Migrazione Manuale via FTP
Usa un client FTP come FileZilla per scaricare tutti i file del sito dalla directory public_html dell’hosting attuale. Esporta il database tramite phpMyAdmin: accedi al pannello di controllo del vecchio hosting, apri phpMyAdmin, seleziona il database, vai su Esporta e scarica il file SQL. Carica i file sul nuovo server tramite FTP nella directory corretta. Importa il database tramite phpMyAdmin del nuovo hosting.
Modifica il file wp-config.php sul nuovo server per aggiornare le credenziali del database (DB_NAME, DB_USER, DB_PASSWORD, DB_HOST). Esegui infine una search-and-replace nel database per aggiornare l’URL del sito se necessario, usando il plugin Better Search Replace o uno strumento da riga di comando come WP-CLI.
Fase 4: Test Prima dello Switch DNS
Prima di modificare i DNS, verifica il corretto funzionamento del sito sul nuovo server usando il file hosts del tuo computer. Modifica il file hosts (su Windows: C:WindowsSystem32driversetchosts; su Mac/Linux: /etc/hosts) aggiungendo una riga con l’IP del nuovo server e il tuo dominio: ad esempio 123.45.67.89 tuodominio.com www.tuodominio.com. Salva il file e aggiorna il browser. Ora il tuo computer “vede” il nuovo server mentre il resto del mondo continua a vedere il vecchio.
Testa sistematicamente: homepage, pagine interne, funzionamento di moduli contatto, area login, carrello (se WooCommerce), ricerca, tutti i link principali. Verifica che le email di sistema funzionino correttamente. Controlla che PHP sia alla versione corretta, che tutti i plugin siano attivi e che non ci siano errori nella console del browser. Solo quando tutto funziona perfettamente procedi con il cambio DNS.
Fase 5: Switch DNS e Monitoraggio Post-Migrazione
Con il TTL già abbassato a 300 secondi, accedi al pannello DNS del tuo registrar e aggiorna il record A del dominio inserendo il nuovo IP del server. Salva le modifiche. Grazie al TTL ridotto, la maggior parte degli utenti vedrà il nuovo server entro pochi minuti. Rimuovi le righe dal file hosts del tuo PC.
Nelle prime 24-48 ore dopo la migrazione, monitora attivamente: verifica l’uptime con uno strumento come UptimeRobot, controlla Google Search Console per eventuali errori di scansione, monitora i tempi di risposta del server e controlla Analytics per verificare che il traffico non mostri anomalie. Invia la sitemap aggiornata a Google Search Console per accelerare la re-indicizzazione.
Non cancellare il vecchio hosting immediatamente: mantienilo attivo per almeno una settimana. In caso di problemi imprevisti (file mancanti, configurazioni speciali dimenticate) avrai ancora accesso all’ambiente originale. Una volta verificato che tutto funziona correttamente per alcuni giorni, puoi procedere con la cancellazione del vecchio servizio.
Migrazione Gestita: Quando Affidarsi al Provider
Molti provider di qualità offrono il servizio di migrazione gratuita: il team tecnico del nuovo hosting si occupa dell’intero processo. Hostinger offre migrazioni gratuite illimitate su tutti i piani. SiteGround include 1 migrazione gratuita gestita dai tecnici. Kinsta offre migrazioni gratuite illimitate. WP Engine offre 1 migrazione gratuita.
Il servizio di migrazione gestita è la scelta migliore quando non hai familiarità con FTP e database, quando il sito è fonte di reddito e il rischio di errori ha un costo economico reale, o quando il sito ha configurazioni particolari (domini multipli, subdomini, configurazioni server personalizzate). Fornisci le credenziali del vecchio hosting al nuovo provider e il team tecnico si occupa di tutto, garantendo zero downtime.
Migrazione e SEO: Come Proteggere il Posizionamento
Una migrazione mal eseguita può causare un calo temporaneo o permanente del posizionamento su Google. I rischi principali sono URL che cambiano senza redirect, file robots.txt che bloccano la scansione del nuovo sito, sitemap non aggiornata e tempi di risposta del nuovo server più lenti del precedente. Per proteggersi: assicurati che tutti gli URL rimangano identici (incluse le URL con e senza www e con/senza slash finale), verifica che il file robots.txt sia corretto, non blocchi Googlebot e non abbia direttive disallow eccessive, e invia la sitemap a Search Console subito dopo il cambio DNS. Controlla la Search Console quotidianamente per la prima settimana dopo la migrazione. Puoi consultare la nostra guida al miglior hosting WordPress Italia per scegliere il provider più adatto prima di procedere con la migrazione.
Checklist Completa della Migrazione
| Fase | Azione | Completato |
|---|---|---|
| Pre-migrazione | Backup completo (file + database) | ☐ |
| Pre-migrazione | Abbassare TTL DNS a 300s (24-48h prima) | ☐ |
| Pre-migrazione | Annotare configurazioni (PHP, MySQL, email) | ☐ |
| Configurazione | Attivare nuovo hosting e creare database | ☐ |
| Configurazione | Impostare versione PHP corretta | ☐ |
| Trasferimento | Copiare tutti i file sul nuovo server | ☐ |
| Trasferimento | Importare database e aggiornare wp-config.php | ☐ |
| Test | Testare sito con file hosts modificato | ☐ |
| Test | Verificare email, form, WooCommerce (se presente) | ☐ |
| Switch | Aggiornare record A DNS al nuovo IP | ☐ |
| Post-migrazione | Monitorare uptime per 48-72 ore | ☐ |
| Post-migrazione | Inviare sitemap a Search Console | ☐ |
| Post-migrazione | Mantenere vecchio hosting attivo per 7 giorni | ☐ |
Domande Frequenti sulla Migrazione Hosting
Quanto tempo ci vuole per migrare un sito WordPress?
Il lavoro tecnico richiede 2-6 ore a seconda della complessità del sito. La propagazione DNS può richiedere da pochi minuti (con TTL basso) fino a 24-48 ore. Il sito rimane online durante tutto il processo.
Devo trasferire anche il dominio quando cambio hosting?
No. Puoi tenere hosting e dominio su provider diversi. È sufficiente aggiornare il record A del dominio nel pannello DNS del registrar per puntarlo al nuovo IP del server. Il trasferimento del dominio è opzionale e non obbligatorio.
La migrazione influenza il posizionamento Google?
Se eseguita correttamente (stessi URL, redirect corretti, robots.txt invariato), la migrazione non causa perdita di posizionamento. Un server più veloce può anzi migliorare i Core Web Vitals e quindi il ranking.
Qual è il miglior plugin per migrare WordPress?
Duplicator è il più completo per siti di qualsiasi dimensione. All-in-One WP Migration è più semplice ma ha limiti di dimensione nella versione gratuita (512MB). Per siti molto grandi, la migrazione manuale via FTP è più affidabile.
Cos’è il TTL DNS e perché abbassarlo prima della migrazione?
Il TTL (Time To Live) determina quante ore i server DNS nel mondo memorizzano in cache il puntamento del dominio. Abbassandolo a 300 secondi (5 minuti) 24-48 ore prima, il cambio DNS si propaga in pochi minuti invece che in ore.