Cloudways Recensione 2026: Cloud Hosting Gestito Senza Gestire i Server

Tempo di lettura: 13 minuti
Pubblicato il 07 Agosto 2026
cloudways cloud hosting dashboard server management interface
Prezzo da
€11,80/mese
Modello
Cloud gestito pay-as-you-go
Infrastruttura
DigitalOcean, Vultr, Linode, AWS, GCP
Migliore per
Agenzie, sviluppatori, WooCommerce
Voto FindHost
4,4/5

Cloudways è probabilmente il provider più frainteso tra quelli che finiscono nelle classifiche “hosting economico”. Non lo è. Non è nemmeno un hosting nel senso tradizionale del termine: è uno strato di gestione che si appoggia su cinque infrastrutture cloud enterprise — DigitalOcean, Vultr, Linode (oggi Akamai Cloud), Amazon Web Services e Google Cloud Platform — e trasforma quella potenza grezza in qualcosa che si amministra da un pannello, senza toccare mai un terminale SSH se non lo si desidera. Nell’ottobre 2022 Cloudways è stata acquisita proprio da DigitalOcean, ma continua a operare come piattaforma indipendente e multi-cloud, mantenendo l’accesso anche ai server dei concorrenti del suo stesso acquirente.

Per chi arriva da un hosting condiviso italiano, la prima cosa da capire è che qui non esistono “piani” fissi con caratteristiche bloccate: si sceglie il provider cloud, si sceglie la taglia del server (RAM, CPU, storage), e si paga esattamente per quello, con fatturazione oraria e nessun vincolo contrattuale. È un modello che richiede un minimo di consapevolezza in più al momento dell’acquisto, ma che elimina quasi del tutto la sorpresa del rinnovo carissimo tipica di molta hosting economica.

Il modello Cloudways: infrastruttura cloud + pannello semplificato

Tecnicamente, quando si attiva un server su Cloudways si sta noleggiando una macchina virtuale su uno dei cinque provider cloud partner, sulla quale Cloudways installa e mantiene automaticamente lo stack applicativo: web server (Apache + Nginx in configurazione ibrida, oppure Varnish davanti), PHP-FPM, MySQL o MariaDB, e un sistema di cache a più livelli. L’utente non vede mai la riga di comando a meno che non la richieda esplicitamente: patch di sicurezza, aggiornamenti del sistema operativo e monitoraggio dei processi sono gestiti dalla piattaforma.

Il pannello Cloudways — oggi disponibile sia nella versione “Classic” sia nella nuova interfaccia “Autonomous”, pensata per chi vuole automazioni ancora più spinte tramite intelligenza artificiale applicata al monitoraggio — permette di lanciare un nuovo server in pochi minuti, clonare applicazioni tra ambienti, gestire team con permessi granulari e collegare più applicazioni WordPress o PHP generiche sullo stesso server senza limiti artificiali sul numero di siti.

Il vero valore aggiunto rispetto a comprare direttamente una VPS da DigitalOcean o Vultr sta proprio in questo: si paga un sovrapprezzo, tipicamente tra il 20% e il 40% rispetto al prezzo grezzo del cloud provider, ma si ottiene in cambio uno stack ottimizzato per WordPress e PHP, backup automatici, staging con un clic, migrazione gratuita del primo sito e un livello di sicurezza (firewall dedicato, fail2ban, protezione DDoS, Imunify360) che richiederebbe ore di configurazione manuale su un server nudo.

Test performance: cosa cambia scegliendo un provider cloud piuttosto che un altro

Le prestazioni reali di un’applicazione ospitata su Cloudways dipendono più dal provider cloud sottostante e dalla taglia del server scelta che dalla piattaforma Cloudways in sé, che agisce da livello di gestione comune. Nei test più recenti circolati nella community di hosting, i server basati su DigitalOcean restano il punto di riferimento per rapporto qualità-prezzo, con Time to First Byte tipicamente sotto i 200ms sui piani Premium con storage NVMe. I server Vultr, in particolare nella variante High Frequency, tendono a offrire un margine di velocità percepibile in più grazie a CPU a frequenza di clock elevata, un vantaggio che si nota soprattutto su applicazioni PHP con carichi computazionali intensi (WooCommerce con cataloghi grandi, ad esempio).

Per un sito WordPress editoriale di medie dimensioni, un server Micro DigitalOcean con 1GB di RAM è generalmente sufficiente fino a qualche decina di migliaia di visite mensili, complice il caching integrato di Cloudways (Varnish per la cache di pagina, Redis o Memcached per gli oggetti, e Object Cache Pro incluso gratuitamente su tutti i server WordPress da 4GB in su). Per WooCommerce, dove le pagine carrello e checkout non possono essere messe in cache statica, conviene invece partire almeno da un piano Small o Medium, per avere margine di CPU nei picchi di traffico.

Un dato spesso sottovalutato riguarda la latenza dall’Italia: sia DigitalOcean sia Vultr dispongono di data center ad Amsterdam e Francoforte, mentre AWS e Google Cloud offrono anche region a Milano. Per un pubblico italiano, scegliere il data center europeo più vicino incide sensibilmente sul Time to First Byte percepito dagli utenti, e va sempre impostato manualmente in fase di creazione del server.

Piani e prezzi Cloudways

I piani WordPress su infrastruttura DigitalOcean rappresentano il punto di ingresso più comune per chi arriva da un hosting condiviso e vuole fare il salto verso il cloud gestito. Non esiste un limite al numero di applicazioni installabili su un singolo server: il vincolo reale sono le risorse (RAM, CPU, storage) condivise tra tutte le app che vi si ospitano.

Piano RAM / Storage Applicazioni Prezzo mensile
Micro 1GB RAM, 25GB SSD Illimitate* €11,80/mese
Small 2GB RAM, 50GB SSD Illimitate* €23,59/mese
Medium 4GB RAM, 80GB SSD Illimitate* €45,50/mese
Large 8GB RAM, 160GB SSD Illimitate* €83,42/mese
XL 16GB RAM, 320GB SSD Illimitate* €143,24/mese
2XL 32GB RAM, 640GB SSD Illimitate* €235,08/mese

*Il numero di applicazioni non è limitato dalla piattaforma, ma dalle risorse effettivamente disponibili sul server: un piano Micro regge comodamente un solo sito WordPress con traffico medio, non dieci.

Su Vultr e Linode i prezzi di ingresso sono leggermente più alti, intorno ai €14/mese per la configurazione equivalente al Micro, mentre AWS e Google Cloud partono da cifre nell’ordine dei €30-35/mese anche per il server più piccolo, giustificate da un’infrastruttura enterprise con SLA e opzioni di compliance superiori. Non ci sono aumenti di rinnovo nascosti: il prezzo del primo mese è, salvo promozioni temporanee, lo stesso che si paga al secondo anno. È una delle differenze più nette rispetto al modello degli hosting condivisi generalisti, dove il prezzo di listino esplode dopo il primo termine promozionale.

Pannello di controllo

Il pannello Cloudways sostituisce completamente cPanel: non è compatibile con esso e non lo sarà mai, essendo pensato per un modello di gestione diverso. La creazione di un server richiede la scelta di provider cloud, region e taglia, un processo che richiede in media 5-10 minuti di provisioning automatico. Da lì si gestiscono le applicazioni: installazione di WordPress con un clic, gestione di domini e SSL Let’s Encrypt gratuiti, configurazione della cache, creazione di ambienti di staging identici alla produzione con un pulsante, e un sistema di backup automatico giornaliero con ripristino puntuale.

Per chi gestisce più clienti, la funzione team è uno dei motivi per cui Cloudways è così diffuso tra le agenzie: si possono creare utenti con permessi limitati a specifiche applicazioni, utile per dare accesso a un cliente senza esporre l’intero server. La nuova modalità “Autonomous” aggiunge monitoraggio predittivo e suggerimenti di ottimizzazione automatici, pensati per ridurre ulteriormente il tempo speso in manutenzione manuale.

Supporto

Il supporto è disponibile 24 ore su 24 via chat live e ticket, con tempi di prima risposta generalmente sotto i dieci minuti sui piani a pagamento standard. Non esiste supporto telefonico, e la lingua operativa predefinita è l’inglese: chi cerca assistenza interamente in italiano dovrà mettere in conto qualche attrito, un compromesso comune a quasi tutti i provider internazionali di questa fascia. Esiste anche un piano di supporto premium a pagamento con SLA di risposta più stringenti e accesso prioritario, pensato per chi gestisce infrastrutture critiche.

Pro e contro

Pro
  • Nessun aumento di prezzo al rinnovo, fatturazione trasparente a consumo
  • Scelta tra cinque infrastrutture cloud diverse dallo stesso pannello
  • Cache avanzata inclusa (Varnish, Redis, Object Cache Pro gratuito)
  • Staging, backup giornalieri e migrazione gratuita inclusi su ogni piano
  • Ottimo per agenzie grazie alla gestione multi-cliente e multi-team
Contro
  • Nessun supporto telefonico, assistenza solo in inglese
  • Nessun dominio incluso: va acquistato separatamente
  • Richiede un minimo di comprensione tecnica in fase di scelta del server
  • Non adatto a chi cerca un hosting condiviso da 2€/mese “tutto incluso”

Alternative a Cloudways

Chi cerca un’esperienza altrettanto orientata alle performance ma con pannello cPanel tradizionale può valutare SiteGround, che offre un’infrastruttura Google Cloud gestita con un’impostazione più simile all’hosting condiviso classico. Per chi vuole restare sull’infrastruttura cloud ma con un pannello ancora più semplificato, IONOS propone piani VPS a partire da cifre molto più basse, sebbene con uno stack di ottimizzazione meno maturo per WordPress. Chi invece preferisce gestire da sé un server Hetzner o un VPS Contabo a costi contenuti, senza il markup gestionale di Cloudways, troverà nella nostra guida ai migliori VPS in Italia un confronto approfondito tra le opzioni self-managed.

I cinque provider cloud a confronto: quale scegliere

La decisione più importante che si prende su Cloudways non riguarda il pannello, ma il provider cloud sottostante, ed è una scelta che vale la pena analizzare voce per voce perché incide direttamente sia sul costo sia sulle prestazioni percepite.

Provider Prezzo indicativo entry Data center EU Punto di forza
DigitalOcean da ~€11/mese Amsterdam, Francoforte Miglior rapporto qualità-prezzo
Vultr da ~€14/mese Amsterdam, Parigi, Madrid CPU più veloci sui piani High Frequency
Linode (Akamai) da ~€14/mese Francoforte, Londra, Milano Rete Akamai, buona per progetti globali
AWS da ~€30/mese Milano, Francoforte, Parigi Compliance enterprise, scalabilità estrema
Google Cloud da ~€37/mese Milano, Francoforte Rete globale, integrazione con altri servizi Google

Per la stragrande maggioranza dei progetti italiani — blog, siti aziendali, negozi WooCommerce di dimensioni medie — DigitalOcean resta la scelta più sensata: il rapporto tra costo e prestazioni è il più equilibrato, e la disponibilità di data center ad Amsterdam e Francoforte garantisce una latenza contenuta per un pubblico italiano o europeo. Vale la pena passare a Vultr o Linode solo se si ha un’esigenza specifica di collocazione geografica (ad esempio Milano su Linode) o se si nota, nei propri test, un reale collo di bottiglia sulla CPU che i piani High Frequency risolvono. AWS e Google Cloud si giustificano quasi esclusivamente per progetti che richiedono certificazioni di compliance specifiche o un’integrazione diretta con altri servizi dello stesso ecosistema cloud, non per un sito WordPress o WooCommerce standard.

Sicurezza: cosa include davvero Cloudways

Il pacchetto di sicurezza incluso in ogni server Cloudways è più corposo di quanto suggerisca il prezzo di ingresso. Ogni server dispone di un firewall dedicato configurabile a livello di applicazione e di porta, protezione fail2ban contro i tentativi di accesso ripetuti via SSH o pannello, e un sistema di rilevamento e blocco degli attacchi DDoS a livello di rete. Sui piani con risorse superiori è disponibile anche Imunify360, una suite di sicurezza che combina scansione malware, protezione dagli attacchi brute-force e un firewall applicativo intelligente capace di adattarsi ai pattern di traffico anomalo.

A completare il quadro, ogni applicazione beneficia di certificati SSL gratuiti tramite Let’s Encrypt con rinnovo automatico, e di un sistema di backup giornaliero configurabile, con la possibilità di conservare più punti di ripristino in base al piano di storage acquistato. Per chi gestisce dati sensibili o negozi online, la combinazione di questi strumenti riduce sensibilmente la necessità di installare plugin di sicurezza aggiuntivi lato WordPress, un vantaggio non banale in termini di prestazioni, perché ogni plugin di sicurezza attivo consuma risorse del server a ogni richiesta.

Migrare un sito esistente su Cloudways

Cloudways include una migrazione gratuita per la prima applicazione tramite un plugin dedicato (Cloudways WordPress Migrator) che automatizza il trasferimento di file, database e configurazione da qualsiasi hosting di partenza, incluso l’hosting condiviso più basilare. Il processo tipico richiede dai 30 minuti a qualche ora in base alla dimensione del sito, e nella grande maggioranza dei casi non genera downtime percepibile se gestito correttamente: si configura il nuovo server, si effettua la migrazione, si verifica che tutto funzioni correttamente sul dominio temporaneo fornito da Cloudways, e solo alla fine si aggiornano i DNS per puntare al nuovo server. Per siti più complessi, con configurazioni server personalizzate o database di dimensioni molto grandi, il team di supporto offre anche un servizio di migrazione assistita a pagamento.

Cloudways per WooCommerce: un caso d’uso concreto

WooCommerce merita una menzione a parte perché è probabilmente il caso d’uso in cui Cloudways offre il vantaggio più evidente rispetto a un hosting condiviso tradizionale. Le pagine di carrello e checkout di un negozio online non possono essere messe in cache statica come una pagina di blog, perché il loro contenuto cambia in base alla sessione dell’utente: questo significa che ogni richiesta a quelle pagine arriva effettivamente al server PHP, ed è proprio lì che le risorse dedicate di un piano cloud fanno la differenza rispetto a un ambiente condiviso dove la CPU è suddivisa tra centinaia di account.

Con Redis attivo per la cache degli oggetti e un piano con almeno 4GB di RAM, un negozio WooCommerce con qualche centinaio di prodotti regge comodamente picchi di traffico stagionali (Black Friday, saldi) senza rallentamenti percepibili, un risultato difficile da ottenere sulla maggior parte degli hosting condivisi generalisti anche di fascia alta.

Per chi è adatto Cloudways

Cloudways ha senso per chi ha già superato i limiti dell’hosting condiviso ma non vuole (o non sa) amministrare un server Linux da zero: agenzie che gestiscono portfolio di siti clienti, sviluppatori che vogliono staging e deploy puliti senza configurare manualmente Nginx, e negozi WooCommerce che hanno bisogno di risorse dedicate nei picchi di traffico stagionali. Non è la scelta giusta per chi pubblica il primo sito in assoluto e cerca un pannello cPanel con dominio incluso al prezzo più basso possibile: per quel caso d’uso, i piani condivisi italiani o Hostinger restano più adatti nella fase iniziale.

Verdetto FindHost

Cloudways resta uno dei modi più intelligenti per accedere a infrastruttura cloud di livello enterprise senza doverla amministrare manualmente. Il prezzo stabile nel tempo, l’assenza di rinnovi shock e la qualità dello stack di caching lo rendono una scelta solida per chi gestisce siti WordPress e WooCommerce con traffico reale da far crescere.

Domande frequenti su Cloudways


Cloudways è un hosting o un cloud provider?

Nessuno dei due nel senso tradizionale: Cloudways è una piattaforma di gestione che si appoggia su cinque cloud provider reali (DigitalOcean, Vultr, Linode, AWS, Google Cloud) e automatizza l’installazione e la manutenzione dello stack applicativo, senza possedere server propri.


Quale provider cloud scegliere su Cloudways?

DigitalOcean è la scelta più equilibrata per la maggior parte dei siti WordPress, con il miglior rapporto qualità-prezzo. Vultr conviene se si cerca qualche punto percentuale di prestazioni in più sui piani High Frequency. AWS e Google Cloud si giustificano solo per progetti enterprise con esigenze di compliance specifiche.


Cloudways include il dominio gratuito?

No, il dominio va registrato separatamente presso un registrar. Cloudways fornisce solo l’infrastruttura di hosting e il certificato SSL gratuito tramite Let’s Encrypt una volta puntato il dominio.


Cloudways è adatto ai principianti assoluti?

È utilizzabile anche da chi non ha esperienza tecnica grazie al pannello semplificato, ma richiede comunque di scegliere consapevolmente provider e taglia del server. Per un primissimo sito senza alcuna esperienza pregressa, un hosting condiviso con pannello cPanel resta un punto di partenza più immediato.


Quanto costa davvero mantenere un sito su Cloudways nel tempo?

A differenza di molti hosting condivisi, il prezzo pagato al primo mese resta sostanzialmente invariato nel tempo: non ci sono le tipiche impennate al rinnovo del secondo anno. Il costo cresce solo se si decide di fare upgrade a un server più potente.

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